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EMANUELE LUZZATI
LA DONNA SERPENTE

dal 3 giugno 2014
al 25 gennaio 2015


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Messo in scena nel 1979 al Teatro Stabile di Genova, per la regia di EgistoMarcucci, La Donna Serpente (testo di Carlo Gozzi del 1763) diventa subito un enorme successo anche grazie al lavoro di Emanuele Luzzati che ne firma scene e costumi

Seppur realizzato con mezzi semplici le scene dipinte, i numerosissimi costumi e accessori diventano parte fondamentale di uno spettacolo rimasto a lungo nella memoria del pubblico.

La tournée dello spettacolo fu mondiale, tra le città in cui fu rappresentato si possono contare San Pietroburgo, Mosca, Avignone, Amsterdam e persino Città del Messico.  Altrettanto straordinario fu il successo di critica dello spettacolo, praticamente tutti i critici teatrali del tempo ne scrissero e lo fecero in termini entusiastici.

Diversi furono gli attori che parteciparono alle repliche nelle quattro stagioni in cui fu in repertorio, tra cui anche Massimo Lopez (poi diventato parte del trio Lopez – Marchesini - Solenghi) e Maurizio Crozza. Gli attori dello spettacolo provenivano sia dalla Compagnia del Teatro Stabile che  dalla Scuola d’arte Drammatica dello stesso teatro, costituendo uno dei primi esperimenti in cui in un teatro a gestione pubblica si fondevano l’attività didattica e formativa con quella di palcoscenico. Lo spettacolo venne poi ripreso da Massimo Chiesa in una rinnovata versione negli anni’90.

Nel caso de La Donna Serpente, così come per Il Flauto magico, la relazione tra teatro e cinema di animazione (e libro illustrato) appare direttamente, anche se il teatro e i suoi meccanismi sono insiti nella struttura stessa di tutte le animazioni di Luzzati.

E così, come era solito fare Emanuele Luzzati con i soggetti che gli piacevano di più, il tema della donna serpente è stato riproposto anche utilizzando altri media artistici: nel 1979 infatti nasce il cortometraggio animato da Giulio Gianini, su testo di Tonino Conte e musiche di Oscar Prudente (ora riproposto nel dvd L’uccello di fuoco edito da Gallucci); nel 1983 La Donna Serpente diventa una storia illustrata contenuta nel libro della Emme edizioniTre fratelli, quaranta ladroni, cinque storie di maghi e burloni (poi riproposta nel 2007 da Gallucci con il titolo Cantastorie).

La mostra è integrata con fotografie, una ricca selezione di testi, recensioni e documenti storici dedicati allo spettacolo e alle diverse interpretazioni de La Donna Serpente.

Durante il periodo di esposizione saranno organizzati incontri con attori, studiosi, ricercatori e addetti ai lavori che hanno preso parte a quello che si può definire un vero e proprio evento della storia del teatro che si sono relazionati con il tema della donna serpente e Carlo Gozzi.

Orario fino al 14 settembre dal martedì alla domenica 10 - 13 e 15 - 19  lunedì chiuso

dal 15 settembre dal martedì al venerdì 10 - 13 e 14 - 18  sabato e domenica 10-18  lunedì chiuso


Biglietti ingresso €2, bambini gratis fino a 6 anni

 

 

 

 

   

“Una gioia per gli occhi - come si sul dire -  che ricorda i tempi belli della rivista; un volteggiare di stoffe, colori, metalli che confonde l’Opera dei Pupi e il teatro orientale, i carri dei trionfi  barocchi e le giostre, abiti da spose che escono dalla bocca di dragoni cinesi e biciclette incrostate di paillettes, dolci di marzapane siciliani e Wanda Osiris e anche il kitsch ragionato dei film kolossal americani…” (Rita Cirio su L’Espresso)

Andate a vedere questa La Donna Serpente presentata allo stabile di Genova ci troverete fantasia, divertimento, il piacere del teatro, il gusto del fantastico. Ci troverete attori amalgamati alla perfezione e con alle spalle quattro anni di successi in tutto il mondo di fronte a spettatori assai esigenti. Che cosa può ricavare il pubblico da questo spettacolo? Molto. Intanto si diverte, ma non a vuoto. Maria Grazia Gregori, L’Unità 1982 

Una prolungata ed entusiasmante ovazione ha provocato nel pubblico la rappresentazione de La donna serpente fiaba tragicomica con musica di Carlo Gozzi, che il Teatro Stabile di Genova ha presentato al Festival Cervantino. La realizzazione di Egisto Marcucci può essere difficilmente definita “regia” giacché si tratta di un vero lavoro di restaurazione, ricreazione e integrazione di tutti gli elementi  che fanno tradizionalmente parte dell’arte scenica italiana: canovaccio di scene non scritte , tiritere siciliane, canzoni e musica operistica, pantomima, uso delle maschere, di modi circensi, recitazione e melodramma, marionette, fiabe, personaggi di rilievo e stili espressivi. (…) Excelsior di Guanajuato (Messico)

 

 

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