Alice: Emanuele Luzzati | Stefano Bessoni

dal 16 novembre 2015 al 15 maggio 2016

Alice: «Per quanto tempo è per sempre?»
Bianconiglio: «A volte, solo un secondo.
»

Lewis Carroll

«Scarabocchio, scrivo, faccio film, costruisco burattini. Vorrei tanto avere un brevetto da palombaro ed uno per guidare dirigibili e palloni aerostatici. Mi piacerebbe avere un coccodrillo come animale domestico, al quale cederei volentieri la mia vasca da bagno. Non so guidare le automobili, ma non me ne preoccupo troppo, in fondo ci sono i tram, i treni, le biciclette e oltretutto ci sono sempre le gambe.»

Stefano Bessoni

© WeporTV, Porto Antico Spa

Un viaggio imperdibile e di puro divertimento. Un libro per bambini, che poi per bambini non è. Un simbolo di un’infanzia che esplora, libera e irriverente, un mondo parallelo: l’ abbiamo scoperto da piccoli, ci ha accompagnato da adolescenti, per comprenderlo poi da adulti. Riletta e ridisegnata infinite volte da diversi autori, la favola di Alice viene oggi presentata al grande pubblico in una duplice chiave: l’Alice luminosa, trasparente ed effimera di Luzzati e quella onirica, simbolista e scientifico-naturalistica di Bessoni.
Un dualismo grafico che porterà lo spettatore nell’ universo di Alice, alla scoperta di quello strampalato mondo popolato dal coniglio bianco, il gatto del Cheshire, il Cappellaio e il bruco.
Perché in fondo lo abbiamo sempre saputo, Alice siamo noi.

Inaugura il 26 novembre 2015 la mostra “Alice” presso il Museo Luzzati. Il giorno non è stato scelto a caso. Infatti proprio il 26 novembre la fiaba di Lewis Carroll fu pubblicata per la prima volta dalla Macmillan Publishers Ltd di Londra nel 1865. Un anniversario importante, 150 anni, per una storia per bambini che segnò una svolta nella letteratura. Si trattava infatti di un racconto senza fini educativi che si snoda sul puro filo del divertimento. Per questo amata, anche oggi, da tanti adulti.

L’esposizione comprenderà circa 120 opere con una duplice visione, che ben rispecchia le avventure di Alice: la versione di Emanuele Luzzati e quella più “oscura” di Stefano Bessoni, costruita con un meraviglioso gioco scenografico.
Di Emanuele Luzzati troviamo bozzetti preparatori e fotografie di costumi e scenografie realizzati per il programma televisivo Nel mondo di Alice del 1973, serie sceneggiata da Guido Stagnaro e interpretato da Milena Vukotic nel ruolo della protagonista, che inaugurò l’avvento del colore sul piccolo. Ad integrare questi manufatti saranno i bozzetti preparatori inediti e le tavole per l’illustrazione Alice nel Paese della Meraviglie, edito da Nuages, Milano, nel 1998.

A fare da contraltare all’opera luminosa, trasparente e quasi effimera di Luzzati saranno le opere visionarie di Stefano Bessoni, una trentina di personaggi e una ventina di illustrazioni tra bozzetti e schizzi, che con la rivisitazione Alice Sotto Terra (Logos edizioni, 2012) ha dato alla fiaba originalità mai vista, portando il lettore-visitatore in un viaggio onirico ricco di dettagli. Particolari che sono avvalorati anche da un attento studio scientifico e naturalistico come l’anatomia animale e l’entomologia.

STEFANO BESSONI

Regista, illustratore e animatore stop-motion romano, Bessoni si forma in campo artistico avviene sotto la guida dell’incisore napoletano Mario Scarpati: gli tramanda le antiche tecniche calcografiche e gli spalanca la porta della grafica magica dei paesi dell’est, facendogli conoscere autori come Dusan Kallay, Roland Topor, Jiri Anderle, Félicien Rops, che diverranno la base del suo immaginario visivo assieme ad artisti come Dave McKean, Elizabeth McGrath, Mark Ryden e gli esponenti del Pop Surrealism.

Dopo aver frequentato per alcuni anni un corso di laurea in scienze biologiche, sviluppando particolare interesse per la zoologia e l’anatomia, si è poi diplomato presso l’Accademia di Belle Arti di Roma. Nonostante l’allontanamento dall’università, il mondo della scienza, ed in particolare gli sconfinamenti tra discipline ufficiali ed arti espressive, divengono il nucleo centrale della sua ricerca poetica, insieme alle fiabe e al mondo dell’infanzia.

Il suo universo espressivo è strettamente correlato ai suoi disegni e alle sue illustrazioni. Bessoni ritiene, infatti, che il cinema sia il mezzo ideale per estendere le potenzialità delle idee catturate con carta e matita. Considera Peter Greenaway il suo maggiore punto di riferimento, per l’affinità di tematiche e per l’instancabile ricerca nella manipolazione delle immagini. Ammira inoltre la dimensione poetica dell’opera di Wim Wenders, con particolare predilezione per Il cielo sopra Berlino, che considera uno dei pochissimi film in cui l’agilità calligrafica della macchina da presa possa essere paragonata allo strumento di un disegnatore.

Dal 1989 ha realizzato numerosi film sperimentali, installazioni video teatrali e documentari, suscitando l’attenzione della critica e ricevendo molti riconoscimenti presso festival nazionali e internazionali.

Dal 1990 al 1998 ha lavorato per alcune società di produzione televisiva come operatore, direttore della fotografia e montatore. Dal 1998 al 2001 ha collaborato con il regista Pupi Avati, in qualità di assistente, storyboard artist e digital effect artist.

Nel 1994 il Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari ha pubblicato un suo saggio sul lavoro che ruota intorno alla creazione di un personaggio, dal titolo Attraverso lo specchio. Nella pubblicazione sono inseriti la sceneggiatura e i bozzetti del lavoro video-teatrale Grimm e il teatro della crudeltà. Ha ricevuto, nel 1995, il premio FEDIC “Claudio Pastori“, dedicato all’insieme di film realizzati, con la seguente motivazione: “Per la coerenza dell’impegno, l’originalità della ricerca, la cultura e la passione espresse nel complesso delle opere realizzate e nello studio dei rapporti tra cinema, pittura, storia, tradizioni e credenze popolari”. Nel 1998 gli è stata dedicata una personale nell’ambito del VideoFestival di Messina “L’Occhio del Ciclope”, nel 2009 al Reggio Emilia Film Festival e nel 2011 al Fantafestival di Roma.

È stato docente di regia cinematografica presso la NUCT a Cinecittà e presso l’Accademia Griffith di Roma. Ha tenuto e tiene numerosi workshop in Italia e all’estero, presso scuole e festival specializzati sia in Italia sia all’estero come: IED Roma (Roma), Ars in Fabula (Macerata), Giffoni Film Festival (Salerno) Future Film Festival (Bologna), Bologna Children’s Book Fair – Expopixel (Bologna), Teatro Franco Parenti (Milano), Fantaspoa (Porto Alegre, Brasile), Oi Kabum (Salvador De Bahia, Brasile), Estacion Diseño (Granada, Spagna).

Nel 2015, in occasione del centocinquantenario della prima edizione di Alice nel Paese delle Meraviglie, il Museo Luzzati di Porta Siberia a Genova gli ha dedicato un’importante mostra, dove tutte le illustrazioni originali di Alice Sotto Terra e i bozzetti realizzati dal 1989 a oggi, sono messi a confronto con la rilettura del classico carrolliano realizzata da Emanuele Luzzati negli anni novanta.

Il suo interesse per “la dimensione irreale delle fiabe”,delle Wunderkammern e delle vecchie ballate lo ha portato alla creazione di diversi libri ispirati a questo universo: dai primi lavori Homunculus e Wunderkammer (2011), alle riscritture in chiave “macabra” di Pinocchio (2014), Alice sotto terra (2012), Mr Punch (2015) e I canti della forca (2013), da cui è nato anche l’omonimo cortometraggio.

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