Luzzati racconta Calvino

dal 6 ottobre 2016 al 15 gennaio 2017

« Io non avevo visto nulla. Ero nascosto nel bosco a raccontarmi storie. Lo seppi troppo tardi e presi a correre verso la marina … Ma già le navi stavano scomparendo all’orizzonte e io rimasi qui, in questo nostro mondo pieno di responsabilità e fuochi fatui. »

Italo Calvino, Il visconte dimezzato 

Il Museo Luzzati rende omaggio al rapporto lavorativo tra Emanuele Luzzati e lo scrittore  – intellettuale Italo Calvino.

Il perché di questa mostra lo racconta Luzzati stesso durante il documentario L’isola di Calvino di Roberto Giannarelli e Pierpaolo Andriani, produzione Fabulafilm in collaborazione con Istituto Luce e Rai Tre  (60 min, 2015):

“(…) Il Visconte dimezzato è il primo libro che ho illustrato delle opere di Italo Calvino. Ho pensato intanto al Candido di Voltaire perché è sempre stato un mio pallino e c’è qualche cosa nel Visconte Dimezzato anche del Candido di Voltaire. Ma è ligure, è della mia terra, lo sento moltissimo questo entroterra ligure che è veramente un mondo speciale. Perché non è la solita Liguria che tutti conoscono con gli scogli, è questo mondo fatto di odori e di sapori e Calvino lo fa venire fuori in una maniera straordinaria. Ho cominciato proprio facendo l’ illustrazione di un personaggio che è il visconte strappandola in due per dare l’idea del visconte dimezzato. Ho giocato come Calvino giocava, perché c’è tutto un gioco nell’opera di Calvino fra il serio e il poetico (…)”.

Nella sezione dedicata alle fiabe, sono esposte le tavole originali dei libri di Italo Calvino illustrate da Emanuele Luzzati negli anni ‘70 per le edizioni Einaudi (oggi ristampate da Mondadori):

. L’uccel belverde pubblicato nel 1972 e ristampato ben altre 5 volte (1974, 1979, 1982, 1958, 1988).

Nel 1975 il libro fu tradotto in inglese da Sylvia Mulcahy e pubblicato con il titolo Italian Folk Tales, in Inghilterra da J.M.Dent & Sons;

. Il Principe granchio e altre fiabe italianepubblicato nel  1974 e ristampato nel 1989;

Il visconte dimezzato, pubblicato nel 1975 e ristampato nel 1979 e nel 1981.

Si prosegue con la curiosa sezione che presenta i volumi delle fiabe di Calvino disegnate dai grandi artisti del ‘900: Picasso, Jean-Francois Millet, Paul Klee, Flavio Costantini.

Completano l’esposizione film d’animazione di Luzzati, materiali video e il già citato documentario L’isola di Calvino di Roberto Giannarelli e Pierpaolo Andriani, un viaggio alla scoperta dello scrittore Italo Calvino attraverso le testimonianze di chi, ancora vivente, l’ha conosciuto ed è stato suo amico: Eugenio Scalfari, Emanuele Luzzati, Gore Vidal, Renzo Piano, Inge Feltrinelli; un viaggio nelle “radici” e nella formazione di un autore che ha unito scienza e creatività, botanica e poesia.

Un viaggio che racconta i primi quarant’anni della vita dello scrittore, gli anni della sua formazione, partendo nel 1923 da Cuba, luogo di nascita di Calvino, per farvi ritorno nel 1964.

IL VISCONTE DIMEZZATO

Il visconte dimezzato è un romanzo di Italo Calvino scritto nel 1951. È la prima parte della trilogia I nostri antenati, che comprende anche Il barone rampante (1957) e Il cavaliere inesistente (1959). Ambientato in Boemia e Italia a metà Settecento, presenta come tema centrale il problema dell’uomo contemporaneo (dell’intellettuale, per essere più precisi) dimezzato, cioè diviso a metà. Proprio a tal fine il protagonista è stato dimezzato secondo la linea di frattura tra bene e male, costruendo una specie di metafora su tutta la storia, che va a simboleggiare il bene e il male, l’incompletezza dell’uomo e i possibili stati d’animo dell’uomo. Si potrebbe quindi definire un libro filosofico. Altri personaggi sono i lebbrosi (cioè gli artisti decadenti), il dottore di dubbia capacità (Trelawney) e il carpentiere (Pietrochiodo), rappresentante la scienza e la tecnica staccate dall’umanità.

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