The Dark Side of Luzzati

dall'11 maggio al 10 novembre 2013

«Un Lele Luzzati “noir”? Con scheletri e morti e mostri vari, debitamente forniti di ogni strumento di terrore? No… non è possibile. Lui, sempre così sereno di persona, allegro e divertente nei suoi lavori, lui così ironico… E perché no? Bisogna davvero meravigliarsene?»

Ugo Volli

Una mostra che raccoglie le opere in cui Luzzati esprime il suo “lato oscuro”.  Di Emanuele Luzzati esiste un panorama pieno di colori e fantasia, quello che più spesso si ritrova nelle illustrazioni per i libri e nei film d’animazione destinati ai bambini; accanto e dietro a questo universo creativo nella sua opera fa però molto spesso capolino un altro mondo molto più ambiguo e sinistro, a tratti orrifico, ma non per questo meno affascinante.  Spesso legati al lavoro per il teatro, ma non solo, si tratta di manifesti, bozzetti per scenografie, illustrazioni che non hanno nulla da invidiare all’immaginario di Tim Burton.  Diceva Luzzati “in ogni oggetto ci deve sempre essere qualcosa di ambiguo, in modo che sembri vero, ma non lo sia mai del tutto, e ci sia sempre posto per un po’ di sogno” (da Volta la carta e vedi…Luzzati di Paola Pallottino), ebbene in molta della sua produzione artistica la parte di sogno sembra prendere l’aspetto di un vero e proprio incubo  e lascia intravedere tutta la fascinazione che l’artista deve avere avuto per ciò che incute paura.
Così succede, ad esempio, nelle illustrazioni dedicate alle fiabe dei fratelli Grimm, realizzate come dice Tonino Conte da un Luzzati “mai tanto incontentabile e tormentato”, un Luzzati più nascosto e segreto, che non si accontenta facilmente di quello che fa, che scarta, butta via, taglia e ricompone, cancella e ridisegna” tutto teso com’è a riproporre nella sua opera “la straordinaria  profondità”, il “mondo complesso delle fiabe tedesche, in cui il fiabesco ha un taglio realistico, la crudezza è mescolata alla poesia, la fantasia è spesso perversa e il sangue scorre spesso nelle scenografie più mirabolanti”. (da Lo scenografo della porta accanto, San Marco dei Giustiniani)
E poi anche nei meravigliosi bozzetti per i costumi dello spettacolo Ubu Incatenato del Teatro della Tosse, nella stagione 1994/95 per la regia di Tonino Conte che così li descrive: “…decine di tavole di straordinario vigore espressivo, popolate di donne con tre seni e cosce abnormi, magrezze spettrali e grassezze oscene: creature forse ridicole, forse mostruose. Per inventarle pareva che Luzzati avesse mescolato Bosh con Ionesco, Picasso con Topor.”
Ma il “lato oscuro”  di Luzzati si esprime benissimo in molti manifesti e locandine teatrali, nelle maschere  senza occhi che illustrano lo spettacolo I Satiri  nella fissità immobile in nero e rosso  de La cantatrice Calva,  in certi scheletri e mostri che popolano alcune scenografie per gli spettacoli di Paolo Poli,  nei disegni dagli  “occhi di bottone”  per il romanzo di  Sylvia Waugh (e molto più tardi uscirà film Coraline) e in tutte le opere  che vi spaventeranno nella mostra al Museo Luzzati.

I SENTIERI DELLA NOTTE

DIALOGHI DI LUCIANO

IGNE MIGNE

UBU RE

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