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<< Un Lele Luzzati "noir"? Con scheletri e morti e mostri vari, debitamente forniti di ogni strumento di terrore? No... non è possibile. Lui, sempre così sereno di persona, allegro e divertente nei suoi lavori, lui così ironico... E perché no? Bisogna davvero meravigliarsene?>>

Ugo Volli   

     

Una mostra che raccoglie le opere in cui Luzzati esprime il suo “lato oscuro”.  Di Emanuele Luzzati esiste un panorama pieno di colori e fantasia, quello che più spesso si ritrova nelle illustrazioni per i libri e nei film d’animazione destinati ai bambini; accanto e dietro a questo universo creativo nella sua opera fa però molto spesso capolino un altro mondo molto più ambiguo e sinistro, a tratti orrifico, ma non per questo meno affascinante.  Spesso legati al lavoro per il teatro, ma non solo, si tratta di manifesti, bozzetti per scenografie, illustrazioni che non hanno nulla da invidiare all’immaginario di Tim Burton.  Diceva Luzzati “in ogni oggetto ci deve sempre essere qualcosa di ambiguo, in modo che sembri vero, ma non lo sia mai del tutto, e ci sia sempre posto per un po’ di sogno” (da Volta la carta e vedi…Luzzati di Paola Pallottino), ebbene in molta della sua produzione artistica la parte di sogno sembra prendere l’aspetto di un vero e proprio incubo  e lascia intravedere tutta la fascinazione che l’artista deve avere avuto per ciò che incute paura.
Così succede, ad esempio, nelle illustrazioni dedicate alle fiabe dei fratelli Grimm, realizzate come dice Tonino Conte da un Luzzati “mai tanto incontentabile e tormentato”, un Luzzati più nascosto e segreto, che non si accontenta facilmente di quello che fa, che scarta, butta via, taglia e ricompone, cancella e ridisegna” tutto teso com’è a riproporre nella sua opera “la straordinaria  profondità”, il “mondo complesso delle fiabe tedesche, in cui il fiabesco ha un taglio realistico, la crudezza è mescolata alla poesia, la fantasia è spesso perversa e il sangue scorre spesso nelle scenografie più mirabolanti”. (da Lo scenografo della porta accanto, San Marco dei Giustiniani)

E poi anche nei meravigliosi bozzetti per i costumi dello spettacolo Ubu Incatenato del Teatro della Tosse, nella stagione 1994/95 per la regia di Tonino Conte che così li descrive: “…decine di tavole di straordinario vigore espressivo, popolate di donne con tre seni e cosce abnormi, magrezze spettrali e grassezze oscene: creature forse ridicole, forse mostruose. Per inventarle pareva che Luzzati avesse mescolato Bosh con Ionesco, Picasso con Topor.”
Ma il “lato oscuro”  di Luzzati si esprime benissimo in molti manifesti e locandine teatrali, nelle maschere  senza occhi che illustrano lo spettacolo I Satiri  nella fissità immobile in nero e rosso  de La cantatrice Calva,  in certi scheletri e mostri che popolano alcune scenografie per gli spettacoli di Paolo Polinei disegni dagli  “occhi di bottone”  per il romanzo di  Sylvia Waugh (e molto più tardi uscirà film Coraline) e in tutte le opere  che vi spaventeranno nella mostra al Museo Luzzati.

Museo Luzzati a Porta Siberia,  Area Porto Antico 6 16128 Genova

 Info: tel. 0102530328

Ingresso al Museo:  € 3, bambini gratis fino a 6 anni
Orario: dal martedì al venerdì 10 - 13 e 14 - 18 sabato e domenica 10 - 18 lunedì chiuso

 

   

Noto soprattutto come scenografo e illustratore, Emanuele Luzzati è stato maestro in ogni campo dell'arte applicata.
Nato a Genova nel 1921, nel 1940 è costretto ad abbandonare la sua città a causa delle leggi razziali. Trasferitosi a Losanna, studia e si diploma all’Ecole des Beaux Arts. Nel corso della sua carriera realizza più di cinquecento scenografie per Prosa, Lirica e Danza nei principali teatri italiani e stranieri, illustra e scrive diversi libri dedicati all’infanzia, esegue svariati pannelli, sbalzi ed arazzi collaborando con architetti per arredi navali e locali pubblici. Avendo ottenuto due nomination all’Oscar per i suoi film d’animazione La gazza ladra e Pulcinella viene nominato membro dell’AGI (Alliance Graphique Internationale) e dell’Academy of Motion Picture Arts and Sciences. Nel 1975, insieme a Aldo Trionfo e Tonino Conte, fonda il Teatro della Tosse di Genova di cui è stato direttore artistico.Nel 2000 viene inaugurato a Genova il suo museo permanente nell’edificio cinquecentesco di Porta Siberia (Area Porto Antico).È nominato dal Presidente Ciampi “Grande Ufficiale della Repubblica”.A 86 anni, muore a Genova il 26 gennaio 2007, nella casa dove ha abitato tutta la vita. Luzzati è interprete di una cultura figurativa abile e colta, capace di usare con maestria ogni sorta di materiale: dalla terracotta allo smalto, dall’intreccio di lane per arazzi all’incisione su supporti diversi, ai collage di carte e tessuti composti per costruire bozzetti di scene, di costumi, di allestimenti navali.La ricchezza del suo mondo fantastico, l’immediatezza ed espressività del suo stile personalissimo, ne hanno fatto uno degli artisti più amati ed ammirati del nostro tempo.

 

 

 

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